muto

Muto (2014)

È un gioco, quel gioco che si faceva da piccoli: il puzzle, un gioco basato sulla logica. Ma ora che non sono più bambino, posso smettere di essere logico, ora posso giocare. E lo faccio attraverso la conoscenza del (mio) corpo, abbandonandone la visione classica, convenzionale. Anziché comporre una figura reale utilizzando piccoli pezzi, decido di spingermi oltre al razionale e di frammentare questa figura reale, perfetta (il corpo) per creare forme nuove…Forme che mutano in continuazione, che cambiano di angolo in angolo, infinite visioni, che però nascono tutte dallo stesso corpo. Questo non con lo scopo di generare incanto, ma piuttosto perplessità, riflessione.

Costanza Blaskovic